AVATAR

Avatar Cosmici
Gli Esseri Cosmici, soli e pianeti, esercitano il loro potere creativo rendendosi Avatar negli infiniti livelli multidimensionali dell’esistenza. Gli Avatar si manifestano nella discesa degli Esseri Cosmici, quando essi prendono corpo negli universi del loro microcosmo. I Principi Cosmici si incarnano in organismi simbiotici che vivono nella virtù e nella grazia che l'Avatar incarna in Loro. I Giganti Elders sono Avatar dei Principi Cosmici, il centro di origine della vita, il punto di comunicazione con il macrocosmo.

Giganti
Dentro le nostre cellule, oltre il tessuto onirico molecolare, alla radice delle particelle subatomiche del nostro essere originario, possiamo ritrovare, ricordare, il codice primario che istruisce l'esistenza di ogni cosa che vive, secondo un flusso naturale, cosmico, nel quale, non potendo comprenderne l'Origine e la destinazione, non ci resta che immergerci e lasciarci condurre, abbandonati alla Divina Corrente.
Nello spazio vuoto tra i nostri elettroni possiamo udire l'intelligibile linguaggio dei Giganti che conducono sicuri attraverso l'Eternità le nostre forme di sogno all'incontro con la beatifica Visione. Esso è l'insperato ed il non desiderato. Ciò che la mente umana non può concepire. Fiumi di magma lavico colano sulla proiezione onirica degli occhi e ne deformano i limiti, ne trasformano i contenuti. Qualcuno ha veduto le Porte dell'Inimmaginabile aprirsi al proprio occhio ed è semplicemente stato accolto nel Regno dell'Innocenza.
Non c'è nulla di misterioso, nessun segreto, nessuna regione occulta del sé può rimanere inviolata dalla Luce. E’ questa la via di tutti.
Il mio corpo è scritto come la Terra. Sulle piante dei piedi porto inciso il Mantra più antico, che contiene il Suono di tutti i suoni. Sulla fronte il sigillo dell’Antica Sapienza. E sul petto il Fuoco che divampa nella Terra, e l'Acqua alla radice del mondo. Su di me potete correre dai monti alle valli e potete dimenticare il lume del vostro sentiero per trascorrere le notti più fredde dell'abbandono, potete chinarvi a meditare sul tempo e ritrovare le strade alte dell'estasi, che conducono alle porte del mio paradiso. Potete entrare nella mia bocca, voragine oscura e scorgere nel profondo fulgide luci, a colorare gli spazi dell'interno ed alzarsi in volo salendo in vortici d'Amore fino alle vette dove vivere, come un unico organismo con Noi. Noi siamo i Giganti.

Organismi Simbiotici
I Giganti appartengono ad un unico organismo che si compone della loro molteplicità e che vive per mezzo della simbiosi, che li unisce nella perfetta armonia.
Essi vivono nella dimensione originaria della vibrazione dell'OM elettronico, l'onda onnipervadente che colma di estrema vitalità vibratoria il vuoto tra le particelle elettroniche, sul cui infinito oceano interagiscono tra loro e che vincola ogni forma vivente al di la del tempo e dello spazio.
Quando l'anima dei Giganti si specchia nell'Unità onde di irrefrenabile beatitudine pervadono il loro corpo con il ritmo della perfetta armonia. Nella sospensione estatica il pensiero diviene volontà con straordinarie facoltà creative ed essi costruiscono i loro sogni secondo i principi di ogni bellezza e della gioia.
L'uomo è il soggetto dei loro sogni. Quando andiamo all'origine di noi stessi rinveniamo, nel nostro ricordo, la natura di sogno di tutto il nostro vivere e l'incontenibile sorgente della gioia e della bellezza dalla quale traiamo origine. In questa sorgente l'anima nostra incontra l'essere simbiotico degli eterni Giganti e non ha che da unirsi a questo beatifico divenire dell'Unità nella molteplicità. L'importante a questo punto non è il ruolo che si svolge ma l'evento senza fine, il miracolo al quale si partecipa.
Mani possenti porgeranno l'antica arpa dalle cui corde tese, da un punto all'alto del firmamento, far sgorgare sempre nuove melodie senza titolo e senza compositore perché pura espressione dell'Infinito in noi.

Lo Scherzo
E' forse uno scherzo della mente questa vita costruita sui pesi irrisolti dei desideri? E' vano forse rincorrere il possesso di ciò che si perderà, è inutile lottare per poi perdere, è inutile vivere per morire. Qualcuno vuole venire dall'altra parte a guardare il mondo?
I Giganti sono immobili come il silenzio, come la roccia.
Eppure scivolano veloci attraverso il tempo.
I Giganti non respirano. Restano sospesi ad ascoltare l'infinito.
Sono desti ed attenti come il cobra che apre, soffiando, il suo collare; vedono oltre il tempo come il falco nella notte.
Certo è uno scherzo della mente questo gioco di dolore, questo mondo dominato dalla morte, è uno scherzo della mente questa vita priva di ogni colore, questo sapore amaro di antico terrore e questo sogno che si tinge di pianto.
Nelle tane della paura sono finiti gli eroi che gli uomini hanno dipinto. Negli anfratti del nascondimento hanno celato la loro refurtiva.
Come conosci ora la materia di sogno che costituisce gli incubi del nostro vivere. Eppure vedi e senti la vitalità in ogni cosa che fiorisce, in ogni cosa che si muove o che rimane immobile a non fare niente.
Cammina sulla materia vivente, tocca con la tua vitalità la stessa sostanza nel centro di ogni cosa e godi al contatto con la pietra, al soffio del vento sulla pelle, bevendo dello stesso vino che viene mesciuto nelle coppe degli Dei.
Guarda attraverso gli uomini. Riconosci la materia di sogno che avvolge il perno di ogni vitalità sempre uguale a se stesso.
Questa vita benedetta da Dio, questa vita di uomo.
Cammineremo così, tenendoci stretti per passare attraverso questa miracolosa porta che si apre ai nostri occhi, ora finalmente che siamo in grado di vedere con l'occhio eterno l'eterna dimensione della gioia.
E lasciate creare questa mente finalmente libera di godere della propria intelligenza.
Nel giardino di bellezza in cui ci troviamo sia celebrato il Ricordo, affinché i nostri fratelli possano ritornare alla loro beata origine di pace.

Il Cappello di YaPool
Da qui si vede il Sole esterno risplendere accecante agli occhi della mente ma quale delizia nasconde questo mistico Dio, che l'occhio del ciclope sa osservare, colloquiando con la sua cosmica quiete d'oro.
Da qui, fratelli, abbracciamo i Giganti e carezziamo la loro amorevole pelle, per noi non ruvide rocce, ma giacigli dove riposare nel grembo degli Amici più veri.
Distendiamo il nostro corpo su di loro per comunicare il nostro istinto alla Vita, attraverso di noi Essa scorre come un fiume in piena.
No, uomini non siamo, ora che colloquiamo con la Pietra.

Ai quattro angoli di Agartha poggiano i pilastri degli Zigos.
Sono di Acqua, di Fuoco, di Terra e di Aria.
Piccolo popolo che vive sugli Avatar. Giocano fra i capelli di YaPool mentre il Gigante osserva, in silenzio, la simbiosi produrre sempre nuova fioritura presso il Giardino di Dio.
Come corre il tramonto lungo la schiena del mondo!
Giunge impetuoso il Ricordo dell'Origine e toglie ora i veli del nostro oblio.
Traspaiono squarci di eternità folgorante, fissata nell'istante, qui e adesso, della potenza elettronica, della mente di luce, sulla colonna di luce, fiorita in alto come vittoria sulla morte. Non più materia di sogno, lontana è la mente ed il suo dominio.
Da qui guardiamo gli uomini, da questa montagna di lacrime che ancora scorrono su queste valli, segnate dalla luce di Cristo gettato nel fosso dell'ignominia.
Su questa specie di agitazione e dolore, YaPool ha scoccato il suo incantesimo, con l’antica arte dei Giganti e ancora non toglie il suo cappello che copre il miracolo vibrante del suo paradiso, che questo monte di roccia contiene.
Una piuma di pavone sarà posata sul cappello di YaPool perché sia il simbolo della sua stirpe e della sua luce nel mondo.
Buona vita ed un dolce ritorno ha generato questo sublime Ricordo.

Avatar
Ecco l'uomo discendere nelle profondità oscure e gli Inferi si dissolvono al suo incedere, passi possenti risuonati nell'eco delle grotte del mondo.
La Materia di sogno fugge alla folgore del suo pensiero ed egli si sdraia possente sul mondo, entrando dal ventre proprio al ventre di Gaia.
Egli conoscerà l'Incontro. Ora e qui, in questo benedetto giorno di letizia, egli ritrova il suo splendore.
Fermiamoci fratelli, ora che il vento porta il trillo della cinciallegra.
Questo Monte è per noi, oggi, il drappo colorato del Paradiso, e mille gorgoglii di esistenza traforano il tetto del mondo per giungere fino a noi, che ascoltiamo, così assorti, questo silenzio.
Mirate in alto, i mille volti dei Guru e dei Pandit che accorrono da ogni angolo dell'universo alla saga degli Dei che compiono per noi il loro miracolo.
Avremo aperto così il primo portale che conduce alla corona del supremo sovrano. Calcate il luogo santo con i vostri calzari e raccogliete questa polvere dei millenni affinché sia custodita nel tempio.
Questo Re che sale al suo dominio oggi vi ascolta e potete proferire la vostra parola. Sono lontane le nebbie del dominio della mente. Questo è lo splendido Giardino di Gioia del Signore Chaitanya. Accorrete nella Luce di questa sembianza Esseri alati degli azzurri spazi. Addobbate di ghirlande i filari delle vostre bandiere.
Mille fiori saranno il tappeto per questa sosta, dedicata alla contemplazione della natura della materia di sogno.
Guardate il Sole nel cielo, immagine riflessa di ciò che rimane all'Interno, ed ora separate la materia di sogno dalla vita che avete rinvenuto dentro di voi. Essa possiede la memoria del Mondo e l'uragano che ora si è innalzato intorno a noi ci custodisce nel suo fervido centro di pace.
L'oro fuso abbraccia il tenue chiarore arancione dell'OM, su cui stiamo galleggiando. Atomi noi siamo, divenuti parola umana.
Avatar disceso in sé, particella subatomica della Luce premeva, ecco, io sono il flusso onnipervadente dell'OM e queste porte dell'Ades si apriranno al potere dissolvente della nostra perfetta comprensione.
Lasciate che cammini avanti a voi, perché il Signore del Mondo mi ha chiamato e sono lesto nella discesa e queste maschere di terrore che squarciano il regno dell'ombra non fermeranno il mio passo. Ecco che scivolano lungo gli anfratti di antichi rimpianti gli inferi custodi di ogni terrore.
Guardate fisso il Sole che si è acceso sulla mia fronte. Vedo finalmente la stella polare che guida i nostri passi in questo periglioso passaggio.
Nel suo bianco candore mi immergo per ricevere la suprema purificazione.
E' già finito l'incubo del mondo. Ora la pace della tenebra ci parla lentamente del suo sublime tesoro. Ascoltate questa voce e riscaldate le vostre anime con la più sublime quintessenza del buio. Si approssima la nostra vittoria.
Ma ora la vostra mente comprende che è morta, lanciando l'ultimo grido di ghiaccio.
Guardate il vostro rinnovato corpo di sogno e quale divina fattezza, quale geometria di forma assume il delfino archetipo.
Sulle simmetrie che costruiscono questo immenso spazio potete comprendere l'intreccio che permette alla mente di aprire la porta del Pensiero Causale, conquistando questa suprema saggezza potremo distillare dalla storia del Mondo il nettare della nostra Sapienza e portare i segni tribali che hanno tracciato su Gaia la mappa dell'Unica Via.

Vedo nel profondo incredulo sgomento all'apparire della Divina Immagine degli Dei.
Sublime Visione, Beatifica Immagine. Madre Purissima.
L'uomo muore davanti alla tua potenza. Mi dissolvo in OM e solo così posso sopportare il tuo sguardo. Shangri Lah !
Divino Paradiso, tu Madre, mi indichi l'accesso che vedo aprirsi ai miei occhi, in quella valle tra gli alti monti di cristallo. Monti di cristallo azzurro e rosa, tra iridescenti vapori, da cui mi elevo per salire presso una cima.
La voce di mio Padre mi dona questa mistica gemma che raccolgo dal cristallo. Un bocciolo di fiore di loto composto della stessa azzurra geometria cristallina. Il Diamante del Loto.
"E' per te figliolo amato, oggi che sei presso il nostro eterno divenire.
Benvenuto nel Mondo della Non Forma.”
Un trillo pervade gli spazi elevati e la voce sublime cinguetta il Verbo.
"Da qui il pensiero è Potere. Da qui il tuo pensiero crea il Mondo."
Porto la divina gemma sul mio capo acceso di Sole.
Essa penetra nella mia mente e vedo, osservo da dentro il cristallo, l'aprirsi multicolore di infinite sfaccettature, il duplicarsi all'ennesima potenza della medesima immagine dell'UNO e stabilisco in questo luogo la mia eterna Dimora, il mio punto di osservazione dell'Universo.
E che selvaggi boschi vedo, in questo cammino dietro i tuoi lunghi e decisi passi.
Ma ora mi trovo solo, a camminare in questa selva luminosa e quieta.
E quanta sapienza l'anima mia ha custodito, per giungere fino qui e ritrovare l'amena selva del primordio. Per sapere chi sono.
“Non hai dunque paura, uomo, del tuo destino ? E di quel centro di potere dal quale rifuggisti fino ad ora? Ora hai conosciuto la Terra. Conosci la materia di sogno che costituisce l'universo e la sorgente del magnete primigenio, nel quale hai veduto gli Dei, come fatto tu sei, della Non Forma. Gusta dunque questo sapore aspro ed acerbo che scorre nelle tue vene.
Se riveli le corna possenti, unendone le cime, potrai tendere al centro questo crine divino e suonare la nota perfetta che l'uomo non ode.”

Quel cerbiatto che è partito giocoso, inoltrandosi nel Bosco delle Meraviglie, è arrivato alla meta, ormai, cervo possente. La sua Stella Nera risplende con il vertice in basso. Sale lento, lungo la collina, è lui la Luce nelle Tenebre.
Come la luce d’oro della bordatura del suo mantello che ora lascia cadere davanti all'Eterno. L'aura dei Gloriosi sul suo capo. Sale deciso sulla pietra che lo attende, è il giorno del suo sacrificio. Invoca il Padre rivolto a Sud. Egli viene in suo soccorso.
Riceve benigno splendore ed il dominio sugli Universi Astrali.
Poi intreccia le corna divine e rivolto a Nord apre le porte dell'Inconoscibile.
Esso fu. In un’esplosione e in una parola che fu pronunciata.
SHIVA! e SHIVA guarda in sé e crea gli universi, e SHIVA guarda il mirabile
Caos orientarsi verso il Centro Inconoscibile.
Ecce Homo !
I tre testimoni della Vittoria videro il Condottiero dei Popoli uscire dal profondo.
Tra i vapori dell'Ades egli salì con la Palma del Risorto.
Il miracolo della Divina Persona è compiuto.
L'Avatar alla porta di Agartha vi attende.