Sulla Fratellanza/Sorellanza

di Aracne 327

Non è privo d’interesse spendere alcune parole a questo riguardo, considerando in quale misura vengono messi in rilievo i pregi della Fratellanza presso la maggior parte delle Strutture iniziatiche.

Per esempio, negli Antichi  Doveri della Libera Muratoria  si scopre, inserita in modo più o meno velato tra le norme elencate, una preziosa indicazione ai fini di questa ricerca: “ l’amore fraterno costituisce  la pietra di fondazione e di volta, il cemento e la gloria di questa antica Fratellanza”.
I termini impiegati hanno un carattere tecnico che, nel caso degli antichi operativi, doveva essere in grado di richiamare immediatamente una serie di nozioni legate alla pratica del mestiere, ma anche e soprattutto suscettibili di un adattamento altrettanto rigorosamente «tecnico» all’arte della vita.
Si allude qui alla necessità di perseguire lo sviluppo dell'amore fraterno fin dall’inizio e lungo tutto il percorso della via iniziatica. Non v’è dubbio che un allenamento mentale e comportamentale volto a privilegiare lo spirito di fratellanza sugli interessi egoistici, agisce quale collante tra i singoli componenti dell’organizzazione iniziatica, garantendo una maggiore o minore coesione del vincolo fraterno a misura del grado di maturazione raggiunto da ciascuno.
Si tratta quindi di un processo interiore che trova corrispondenza in una pratica che chiede, citando ancora gli antichi operativi, di “evitare tutte le dispute e questioni, tutte le maldicenze e calunnie, non consentendo ad altri di diffamare qualsiasi onesto fratello, ma difendendo il suo carattere e dedicandogli i migliori uffici” .
Proseguendo il ragionamento si può affermare che, se per fratellanza si intende semplicemente lo scherzare insieme, il mangiare insieme, il parlare insieme, senza che vi sia un riferimento concreto e Operativo agli ideali, non si pone alcuna pietra per quella costruzione, si rimane allo stesso punto o, ancor peggio, si può retrocedere.

 Infatti, visto che ci si può aggregare a gruppi iniziatici per paura della solitudine, per avere degli alleati al momento del bisogno,  e ancor peggio per portare altri alla realizzazione di uno scopo personale, si può dire che in tutti questi casi e in altri simili non si é sinceri, si finisce per giustificare se stessi e gli altri su tante malefatte piccole e grandi, e il gruppo, inevitabilmente, diviene un coacervo di meschinità, si finirà per capirsi solo fra i componenti del gruppo stesso e si diverrà settari.

 In questi casi oltre all'io individuale si sarà creato un io collettivo, molto più difficile da rimuovere.

 

La via della conoscenza è necessariamente una via solitaria e, se si vuole solcare proficuamente tale strada insieme per divenire fratelli e sorelle davvero, bisogna applicare gli ideali e i Principi, anche se, diciamolo francamente, ci stanno molto stretti vista la dimensione del nostro ego.

In gruppo, al fine di divenire fratelli nello Spirito, dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sulla ricerca interiore e sbagliamo se vogliamo attaccarci morbosamente agli altri, in quanto aumenteremmo i nostri legami, mentre la via della Libertà Interiore comporta lo sciogliere qualsiasi tipo di legame possessivo, modalità che permea tutta la cultura occidentale e che quindi alberga anche tra i più anarchici tra noi.

Tuttavia l’ardore che anima ogni Thelemita e l’opera Collettiva che è necessaria per disciplinarlo, ci obbligano a relazionarci e a trovare anzi in questo uno dei modi di espressione della nostra Ricerca verso la divinizzazione di sé.

Dobbiamo renderci conto però che non bisogna dare per scontato che esista la fratellanza/sorellanza nello Spirito come fosse implicita e gratuita, forse bisogna dare per scontata proprio la mancanza di essa, per evitare di costituire un altro io collettivo, motivo per il quale molte esperienze iniziatiche sono naufragate nel mare del settarismo.

 La fratellanza/sorellanza é un rapporto profondo da costruire tramite gli ideali praticati e condivisi di Giustizia, Fortezza, Temperanza e Audacia e che delineano così la necessità, in questo Eone, di dare concretezza agli ideali spirituali.

La Giustizia si concretizza coltivando il  senso della considerazione e dell’ascolto dell’altro, spostando il proprio obiettivo fuori dal proprio io e dando un duro colpo all'importanza personale, acerrimo nemico da combattere.

La Fortezza si concretizza col duro lavoro operativo ed interiore, dando così un altrettanto duro colpo alla passività e alla pigrizia.

La Temperanza si concretizza evitando l'impulsività dettata esclusivamente dalla passione, richiamando per compensazione il senso dell’equilibrio e del discernimento,  in tutte le situazioni della nostra vita.

L’Audacia si concretizza lavorando su se stessi al fine di superare la nemica per eccellenza dell’Opera Interiore: la paura.

 

 

 

C’è un passo del Liber Al che desidero rammentare:

24) Guardate! questi sono misteri gravi; poiché ci sono anche dei miei amici che sono eremiti. Ora non pensate di trovarli nella foresta o sulla montagna; ma in letti di porpora, accarezzati da magnifiche bestie di donne con grandi membra, e fuoco e luce nei loro occhi, e ammassi di capelli fiammeggianti attorno a loro; là voi li troverete. Voi li vedrete alla guida, ad armate vittoriose, a tutte le gioie; e ci sarà in loro una gioia un milione di volte più grande di questa. Guardatevi affinché l'uno non forzi l'altro, Re contro Re! Amatevi l'un l'altro con cuori ardenti; calpestate gli uomini volgari nella furiosa brama del vostro orgoglio, nel giorno della vostra collera.

 

La Fratellanza e la Sorellanza dovrebbero quindi esprimersi attraverso la non forzatura dell’uno sull’altro, partendo dal presupposto che la dignità del Thelemita è rappresentata dalla sua Orbita, la quale non procede sbaragliando forzatamente gli ostacoli, ma istituendo un ritmico movimento personale armonico che non colluda e non sia colludibile da alcuno.

Non è un compito facile, ma è la base dell’Opera senza la quale nulla è possibile dentro e fuori di noi.