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Illuminazione come diritto di nascita

Credere nell’Illuminazione

Credere in una società dove l’Illuminazione sia un diritto di nascita non è credere nell’utopia. Il seme di una tale società è custodito nel fermento realizzativo ed evolutivo che attende sopito nella maggioranza degli uomini il tempo di un migliore risveglio. Quanti si rendono coscienti di questo fermento evolutivo dell’anima si incamminano lungo il sentiero della propria illuminazione e diventano membri reali di una potenziale società di esseri in evoluzione. Una società che sebbene potenziale si costituisce nell’atto autorealizzativo degli esseri che vanno a costituirla. Si tratta di uomini e donne che raggiungono una coscienza interiore tale da divenire sorgente di un continuo flusso di Luce, per se stessi e per gli altri. Una parte della coscienza che li anima è desta nella dimensione dell’Interno della Terra. Dove viene custodita la deità di tutte le cose esistenti. In questo cuore della Coscienza di Dio dimorano gli Dei. Sono essi che si proiettano in superficie, sognando realtà di proprie esistenze di sogno, nelle terre degli uomini prigionieri del tempo. Sono loro che tornano a destarsi tra i risvolti del sogno vedendo gemere il proprio seme dell’Illuminazione negli stenti di una nascita in un mondo ostile alla Luce. Poi il seme si schiude e l’Illuminazione diviene un diritto dell’Essere. Una condizione originaria di piena e consapevole libertà.

Aprite nella centro della vostra mente un occhio sensibile alla Luce ed alle vibrazioni sottili ed avrete rivelate inaspettate realtà che dimostrano l’assoluta relatività della dimensione in cui viviamo, l’esatta consistenza di sogno di cui questa realtà è esclusivamente composta.

L’essere realizza di esistere su superiori livelli dai quali scruta il divenire di se stesso e del mondo con eguale distacco. Realizza di esistere nei luminosi piani dell’Interno della Terra, dai quali attinge Luce, Saggezza e Potere, da quali attinge la propria divinità. La capacità di interagire tra le dimensioni diviene una potente arma di liberazione per gli individui, detenuti di un gigantesco sogno che scaturisce dalla separazione dell’Io. Chi congiunge se stesso alla propria divinità non può che essere una continua provocazione per l’ordine costituito sulla separazione e per i tenutari della sua logica. Colui che si risveglia si erge come gigante sopra i destini del mondo. Scrutando gli orizzonti del tempo degli uomini ed confini oltre cui la propria Eternità diviene reale.

La Comunità dei Viventi

L’illuminazione di un individuo è un fenomeno sociale poiché la sua capacità di interazione tra le dimensioni apre porte attraverso cui scorrono incontrollati germi di una sicura rivoluzione, di una evoluzione certa. Inoltre egli si unisce virtualmente ad una comunità di viventi che esiste oltre il tempo, nella dimensione reale dell’eternità. A questa comunità si sono uniti tutti coloro che hanno ritrovato la via di casa, che hanno volutamente dissolto il proprio sogno e sono ritornati all’originaria natura.

Noi chiamiamo Agartha la Comunità dei Viventi che si trova nel cuore cavo del pianeta. Nella società dei suoi abitanti l’illuminazione è un diritto di nascita. E coloro fra gli uomini che hanno ritrovato la loro illuminazione sono, fin quando fra gli uomini rimangono, rappresentanti della Comunità dei Viventi. La loro parola diffonde il seme della conoscenza più antica che ha generato la storia e della remota saggezza divina che discese dalle Stelle. Le Virtù Stellari hanno generato una stirpe di Dei seminatori di Vita che sanno custodire attentamente il patrimonio della loro Deità e sanno tramandarlo alle loro generazioni, attraverso una cura meticolosa delle virtù naturali che sono l’espressione della Divina Virtù Stellare, fin dal primo attimo di vita della nuove esistenze. La generazione degli Esseri Dei mantiene inalterata e cristallina l’Eterna Conoscenza.

L’Eterna Conoscenza è la Divina Virtù Stellare che ha unito all’inizio il Cielo con la Terra e la Terra con il Cielo, per il miracolo dell’Uno. Il segreto per cui l’universo virtuale si dissolve nel diradarsi del sogno. L’alto ed il basso si equivalgono rispetto ad un centro che li annulla, che si risolve nell’Uno. Dimorare li dove l’altezza e la profondità si uniscono. Questo è il destino dei Viventi. Nascere immersi in un eterno oceano di estasi in cui il primo respiro si perde nella meraviglia.

La Respirazione Profonda

Gli Esseri Dei che partecipano alla Comunità dei Viventi vivono costantemente sospesi nell’estatica contemplazione dell’Uno e la loro coscienza attinge la Verità senza conoscere gli opposti. In un eterno slancio verso l’Eternità viaggiano alla velocità del cosmo e ne divengono eterni enzimi coscienti costruttori di vita. Attraverso il respiro noi percorriamo l’universo in tutta l’estensione spaziale che riflette il limite della nostra coscienza e ne delimitiamo i confini temporali secondo la nostra inconsapevole concezione del tempo-respiro. Attraverso di esso siamo vincolati alla dualità che istruisce il sogno e che lo rende una prigione. Una prigione che costruiamo intorno a noi stessi. E’ vero che tra le specie viventi, quelle che vivono più a lungo sono quelle che respirano più lentamente. Respirare velocemente ci rende creature dalla vita molto breve. Il respiro ci lega alla morte, e ci riporta con subitanee infinite inspirazioni nella prigione del sogno duale. Ma se noi, rendiamo il nostro respiro profondo e suoniamo per le nostre cellule musiche con ritmi più lenti troveremo il punto di perfetto equilibrio in cui per attimi o eternità, il nostro respiro si ferma perché tutti gli atomi di noi stessi e la nostra stessa anima sono sospesi nella estatica contemplazione dell’Uno. Dimostrando a noi stessi che ciò che è in alto è in basso e ciò che è in basso è in alto avremo dilatato all’infinito l’estensione spaziale dell’universo annullando i limiti della nostra coscienza ed avremo trasceso i confini del tempo. La pratica costante di questa comprensione tende a riprodurre sempre più frequentemente i momenti estatici della trascendenza dal respiro e dal tempo. E l’immersione in un oceano dinamico di gioia sempre nuova. Questo ci spinge inevitabilmente verso l’Interno. Nel Sacro Luogo di Agartha dove nascono e scorrono tutte le energie più profonde e dove noi sperimentiamo la nostra sublime Illuminazione. Il nostro Glorioso Samadhi. Il nostro diritto di nascita.

Il Diritto di Nascita

Nei tempi futuri numerose popolazioni cercheranno rifugio nella Terra. Sarà un istinto di sopravvivenza quello di cercare riparo nelle caverne e nelle cavità sotterranee. L’ancestrale memoria genetica che rende consapevole le cellule che la vita proviene dall’Interno e che nell’Interno la vita si rinnova. Per altri, sarà un’ancestrale diritto di nascita a reclamare la propria Illuminazione. Un semplice diritto di nascita reclamato dagli esuli volontari del popolo di Agartha. Il diritto che nei tempi futuri permetterà loro di ricordare le vie di Agartha per ritornare nella sacra Comunità dei Viventi. Nei tempi futuri un certo numero di persone si trasferirà dalla vita di superficie ad un’altra dimensione. Il loro trasferimento dimensionale passerà attraverso la sublimazione estatica e la trasformazione alchemica della comprensione dell’Uno. Che la Luce dei Superiori Maestri risplenda nei cuori di coloro che saranno la guida per i figli di Agartha.

 


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