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LIBERAZIONE

 

C'è chi pensa che il problema del "grande fratello", il gruppo di potere occulto impegnato da decenni nella configurazione planetaria di un nuovo ordine mondiale che concentri in poche mani il controllo della Terra, sia storia del ventesimo secolo.
Ma la nostra indagine, che segue il percorso del nostro risveglio interiore, ci ha condotto ad una serie di considerazioni che prospettano un quadro più ampio e più complesso. Il controllo che questi individui e queste forze esercitano sull'umanità non si limita al capillare sistema di interferenza, che centri operativi con tecnologia avveniristica riescono a mettere in atto, nel sistema globale delle telecomunicazioni come nelle condizioni ambientali e climatiche del pianeta, così come nelle condizioni cerebrali e psico-fisiche degli individui e delle masse. Sembra delinearsi un piano più antico, un sistema costruito su di una perduta origine, il quale stabilisca con esattezza i limiti di un recinto che contiene la realtà, così come è vissuta dall'uomo di questo mondo.
Un sistema che ha definito i principi di una proiezione olografica, una realtà virtuale, una espressione onirica. O forse un sistema che ha modificato, alterato la proiezione originaria, inserendo in essa parametri istruiti secondo logiche differenti da quelle sostenute dalla originaria sorgente. Un'alterazione dello stato originale che è stata immessa da forze esterne, entità similmente vittime e carnefici, nella profonda cecità che la loro anima patisce e fa patire. Evidentemente consapevoli del sistema olografico originario, il quale è stato stabilito dagli Antichi Padri, per sostenere l'evoluzione degli esseri e delle specie, essi hanno interferito inserendo nel sistema dei processi degenerativi, destabilizzanti ed opposti al centro di luce rispetto al quale, l'originario sistema era naturalmente orientato.
Lo scopo fu quello di ottenere un controllo globale del sistema originario utilizzato come serbatoio di sistemi vitali e di energia. La condizione unitaria perfettamente integrata all'Origine, fu lentamente deformata dal concepimento dei principi dualistici. E la coscienza dell'uomo abbandonò definitivamente il Regno della Gioia. E quale dio ha costruito allora questo mondo, che certo non conosce la Gioia? L'uomo in effetti, ha trovato subito un dio molto premuroso di indicare la retta via, che ha stabilito l'ordine "naturale" entro cui si sarebbe dovuta svolgere la tranquilla esistenza dell'umano gregge. Regole morali che hanno ferreamente stabilito il significato essenziale della luce e del buio, del bene e del male e di tutto il resto.
Un uomo così incapace di gestire la propria esistenza se privo di una regola imposta e mantenuta con rigore e disciplina. Questo dio irascibile e virulento ha costruito l'uomo, e quel che è peggio, a sua immagine e somiglianza. Il concetto stesso di peccato ha di per se qualcosa di paradossalmente diabolico. L'accettazione del peccato è una libera dichiarazione di colpa e schiavitù a questo dio ed ai suoi rappresentanti terreni. La conformazione della coscienza umana deforma, come uno specchio contorto, l'immagine della realtà che l'uomo riceve dal suo centro originario. Questa deformazione è stata elaborata in modo tale da esercitare su di essa un condizionamento così profondo e radicato da trasmettersi e riprodursi attraverso i codici genetici ereditari. In questo modo ogni uomo è totalmente controllato e gestito da una portante interna che ne regola la nascita, la vita e la morte. Ma questa portante è veicolo di una continua sorgente di alterazione della chiara visione della sorgente originaria. E l'uomo si dibatte nel dualismo vittima di se stesso e della non comprensione e della non accettazione del sistema nel quale si trova. Egli fondamentalmente non lo comprende essere un sistema scaturente dall'interno di se stesso, dalla deformazione di coscienza che altera il quadro originario della chiara visione e che proietta in esso gli incubi ed i demoni del singolo e collettivo umano vivere.
In questo modo l'umanità nasce per essere immediatamente inquadrata in condizionanti sistemi rivolti a costruire personalità artificiose e deformi. Le più avanzate filosofie spirituali orientali descrivono in modo dettagliato il fenomeno di Maya, l'Illusione, ed i sistemi per superare il mondo fenomenico della mente, entro cui la coscienza concepisce il mondo "reale". Quel mondo fenomenico in cui, il controllo a cui l'uomo viene sottoposto tramite una mercenaria tecnologia aliena, è secondo rispetto quello esercitato attraverso la portante interna, geneticamente radicata, che viene alimentata e mantenuta da costanti esterne complementari quali i sistemi di governo, stato, istituzioni, religioni, dogmi e confessioni, leggi e repressioni. L'esistenza umana è costruita sul sesso, sul potere, la vita degli individui si spende alla ricerca dell'orgasmo del sesso e del denaro. L'uomo vive per soffrire ed adora la sofferenza e la innalza sugli altari. Lavora bestemmiando, partorisce nel dolore. Respira. E si lega alla morte.
Vorremmo sapere quale dio ha deciso il respiro dell'uomo. E vorremmo sapere perchè le due correnti vitali rimangono per inerzia divise e non trovano da sole l'originaria unità, l'originario scorrimento della corrente unitaria nel canale centrale che l'uomo si porta appresso del tutto inconsapevole nella colonna vertebrale, e perchè il sole della ghiandola pineale si è atrofizzato fino al punto che la scienza medica sconosce quasi totalmente la sua straordinaria facoltà ed il suo potere. In questo senso sappiamo che questa storia ha una origine molto più antica e se alleanze ci sono state, queste sono state stipulate molto tempo fa, stringendo patti di silenzio e di inganno che hanno costruito la storia ma soprattutto il suo tramandamento e la sua lettura. In questo modo sono stati scritti i libri sacri ed in questo modo è stato deformato l'uomo originario.
E' concepibile che nello stato originario l'uomo non abbia nessun bisogno di respirare, o meglio che respiri solo quando lo desidera, producendo fenomeni coscienti della mente, proiezioni olografiche coscienti. E che per esso non esista il concetto dualistico di una terra interna o esterna ma solo il concetto di una terra e di una vita unitaria, reale ed eterna.
Si tratta della realtà, quella che l'uomo sconosce totalmente, il tabù, il mistero. Il grande enigma non lascia trasparire che deboli bagliori. Gli uomini giacciono ignari nelle valli in piena ombra, e si agitano nella spasmodica ricerca di un brandello di luce senza comprendere che sia la luce che l'ombra appartengono al gioco olografico, senza comprendere che loro stessi vi appartengono. Sono i confini del mondo, le porte oltre le quali non si può andare.
Paradossalmente, qualsiasi cosa esprima il colore, il sapore, l'odore di ciò che sta dall'altra parte spaventa. La mente vacilla, il suo dominio scricchiola e la fuga verso il certo, il tangibile, il concreto, il fisico e razionale sembra essere l'unica via. Per non finire in manicomio, o ammazzati da qualcuno s'intende, perchè poi quello che c'è dall'altra parte spaventa proprio tutti, buoni e cattivi, angeli e demoni.
Tra il mondo duale ed olografico e quello unitario e reale sembra esserci un invisibile muro attraverso il quale solo pochi possono udire o vedere. Ancora meno possono oltrepassarla e tutto lascia pensare che occorra una predestinazione istruita dalla volontà originaria, che nonostante tutte le interferenze e le deformazioni, rimane la sorgente attraverso cui chi cerca la verità può rivolgersi, da cui sicuramente la verità non cessa di irradiare.
Per Agartha intendiamo esattamente questo regno originale, questa sorgente primordiale che vive in noi e che può essere ricordata, autorealizzata. La comprensione e la realizzazione totale di Agartha, priva della deformazione concettuale e dualistica dell'interno e dell'esterno, apre la piena consapevolezza allo stato originario della terra e dell'uomo reali ed eterni. Arriva ai confini del mondo olografico ed apre le porte della realtà.
E quel punto di confine che tanto spaventa gli uomini, il limite del nostro terrore, diviene la porta della gioia più indicibile e della verità più esplosiva. E proprio perchè la verità è esplosiva che questo mondo presto muterà. Perchè forze rinnovate, stabiliranno nuove e luminose frontiere, aperte prive di misteri e di inganni. E gli uomini ritroveranno il sapore dolce dell'antico regno della Gioia.
Ma è tragico il cammino che porta alla Gioia. E' il vecchio gioco duale che ritorna, che ancora non è mutato. Siamo figli di una terra diversa. E' un'altra vita. Chi la conosce comprende ciò che dico. E condivide con me tutta la pena di questa visione.
Ma ora è il momento di terminare il sacro mandala e di rivolgere il nostro cuore alla pura Presenza. Essa è il fendente che dirada le illusioni, incide i confini del sogno aprendo il cammino. Il cammino è quello di decondizionare se stessi partendo dai condizionamenti che esprime e poi subisce lo stesso corpo fisico.
Il corpo, la mente e l'anima possono ricordare lo stato originario, autoesistente ed eterno, lo stato senza respiro che irrora le cellule di informazioni primordiali che interrompono il dominio della mente ed isolano la portante del condizionamento genetico. La ghiandola pineale può tornare ad essere il faro della umana coscienza, la luce della comprensione unitaria, lo strumento perfetto dell'umano potere e la volontà può ritornare ad essere nell'animo umano e nel mondo artefice di saggezza, virtù e compassione.
L'uomo può ribellarsi a questo tremendo ingranaggio, sottrarsi al folle delirio.
Agartha non è un paradiso lontano, è qui, ed ora. La gioia non è un sogno, è la realtà dell'essere, la linfa del nostro vivere, la sostanza vivente del nostro mondo originario.
Questo è il Ricordo.

 

 


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