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NEWS



 

Fonte: http://today.reuters.co.uk 
Data : 30.01.06

RITROVATE STATUE DELLA DEA DELLA GUERRA SEKHMET E DI UN RE NUBIANO


CAIRO - Gli egittologi hanno scoperto due statue risalenti a 3,400 anni or sono della dea della testa di leone Sekhmet, ed una rara statua ritraente un re con fattezze nubiane.
La dea della guerra Sekhmet incorporava il crudele potere del sole, ed era anche responsabile dell´insorgere delle malattie, e della loro guarigione.
Il team di scavo ritiene che le statue siano state scavate altrove, quindi nascoste in un tempio a Luxor per essere vendute in un momento successivo, o per essere protette dai saccheggiatori.
Una delle statue di Sekhmet, fatta di granito e alta circa 150 cm, teneva in mano il simbolo della vita ed un rotolo di papiro.
"E´ bellissima. Manca soltanto dei piedi e della base" ha dichiarato Houring Sourouzian, la direttrice tedesca-armena del team di conservazione internazionale che ha trovato la statua.
Il team, al lavoro sotto l´Istituto di Archeologia Tedesco del Cairo, ha trovato le statue al tempio della XVIII Dinastia del faraone Amenhotep III a Luxor, mentre lavorava ad un progetto per proteggere il tempio dalle
acque del Nilo.
Hanno trovato solo il busto di diorite nero dell´altra statua di Sekhmet. Il busto, circa un metro di altezza, suggerisce che la statua fosse di proporzioni monumentali, ha spiegato Sourouzian.
Hanno anche scoperto la testa di granito rosso della statua di un re che ritengono regnò del periodo Kushita, che durò dal 747 al 656 a.C. Kush si trovava a sud dell´antico Egitto in Nubia, ora essenzialmente parte del Sudan.
"Non appena l´abbiamo ripulita, abbiamo capito trattarsi di un re Kushita con tratti meridionali, guance piene e labbra carnose... le statue dei re Kushiti sono estremamente rare, specie qui in Egitto" ha dichiarato
Sourouzian.
Nessuna delle statue apparteneva all´area in cui furono seppellite, portando a pensare che siano state deliberatamente spostate e nascoste per un successivo ritrovamento.

 
Fonte: www.agi.it
Data: 24.01.06


RITROVATA STATUA DELLA NONNA DI TUTANKHAMON

(AGI) - Il Cairo, 24 gen. - Un team di archeologi statunitensi ha riportato alla luce una statua della regina Tiye, la sposa di uno dei più grandi faraoni dell'antico Egitto, nonna del faraone-bambino, Tutankhamon. Tiye era la sposa di Amenofi III (circa 1408-1372 a.C.), un faraone della XIII dinastia, il cui regno conobbe uno straordinario fiorire delle arti. E fu la madre di Amenofi IV, il faraone-eretico. Passato alla storia come Akhenaton, il faraone-eretico, sposo di Nefertiti, spostò la corte faraonica da Tebe a El Amarna e diede vita ad un culto religioso monoteista incentrato sulla figura del disco solare, il dio Aton. Dal matrimonio con Nefertiti, Akhenaton ebbe sei figlie; e riuscì ad avere il suo unico figlio maschio, Tutankhamon, da una moglie dell'harem, di nome Kyia. La regina Tiye probabilmente aiutò il figlio a preparare Tutankhamon per il regno. Il team di archeologi della John Hopkins University ha trovato la statua in granito nero, alta 160 centimetri, nel tempio di Mut, nel complesso di Karnak. Priva delle gambe, ma complessivamente ben conservata, la statua, che risale a circa 3.400 anni fa, era sepolta sotto circa mezzo metro di pietre e sabbia.

 

 


Regina Tiye

 A Tiye, la Regina che mi ha incantata - Ardath Lili

Angelo di bellezza,
cosa sai delle rughe,
della paura di invecchiare,
del tormento segreto
di leggere l'oscena compassione
in occhi dove a lungo, avidi,
i nostri occhi hanno bevuto?
Angelo di bellezza,
cosa sai delle rughe?

( I Fiori del male - XLIV)

 


 

Fonte: www.independente.com.mt
Data : 12.01.06

I TEMPLI DI TA´HAGRAT E SKORBA A MALTA


Heritage Malta, l´agenzia nazionale per i Musei ed il Patrimonio culturale, apre due siti a Mgarr - Ta´Hagrat e Skorba a cadenza settimanale. Questi siti, entrambi inclusi nella Lista del Patrimonio dell´Umanità dell´UNESCO
dal 1992, erano finora chiusi al pubblico e potevano essere visitati solo su appuntamento.
Ta´Hagrat consiste di due templi adiacenti, il più antico risalente alla fase Ggantija (3,600-3,200 a.C.). Furono scavati sotto la direzione di Sir Temi Zammit negli anni ´20, dopo che gli fu mostrato un campo contenente un
interessante tumulo di pietra.
Il tempio più antico aveva una facciata semicircolare, con entrata monumentale che conduceva ad un cortile centrale rettangolare che a sua volta conduceva a tre camere semicircolari, una su ogni lato. Al secondo tempio - più piccolo - si accedeva mediante la camera orientale dell´edificio maggiore. Una delle più rimarchevoli scoperte da questo scavo è un piccolo modello di calcare di un edificio dotato di tetto, ora in mostra al Museo Nazionale di Archeologia.
I Templi di Skorba, situati a circa un chilometro da Ta´ Hagrat, furono scavati da David Trump negli anni ´60. Questo scavo condusse alla scoperta di due templi, databili alle fasi Ggantija (3,600-3,200 a.C.) e Tarxien
(3,150-2,500 a.C.) Skorba fu occupata a lungo prima della costruzione dei templi. I resti più antichi consistono in una muraglia databile alla fase di Ghar Dalam (5,000-4,300 a.C.). Presso le mura sono stati trovati resti di grano,
lenticchie e semi d´orzo, oltre a ceramiche, ossa di animali e utensili di pietra.
Una struttura più estesa è stata dissotterrata nel campo ad est del tempio della fase Tarxien. Consiste nelle fondazioni di pietra di due capanne databili alla fase di Red Skorba (4,400-4,100). Resti di mattoni di fango
sono stati trovati nella struttura, ad indicare che le capanne erano costruite di questi materiali. La mancanza di scoperte collegate ad attività domestica, e la scoperta all´interno di queste strutture di un numero di figurine femminili e teschi di capra, conducono i ricercatori a pensare che queste strutture possano essere state usate come una sorta di tempio. Uno dei risultati più importanti dagli scavi di Skorba consiste nei depositi stratificati risalenti a tutte le fasi della preistoria. Ciò significa che il sito fu occupato continuativamente dalla prima fase della prima occupazione umana dell´isola (5,000 a.C.) fino alla Prima Età del Bronzo, circa 2,500 anni più tardi. Ciò ha aiutato a collocare Malta nella sequenza preistorica in modo stabile.
Entrambi i siti saranno aperti al pubblico ogni martedì mattina, Ta´Hagrat dalle 9:30 alle 11:00, e Skorba dalle
 11.30 all´1 pm.
Maggiori informazioni su:
 www.heritagemalta.org/heritagesites.html
 

 

Fonte: www.corriere.it 
Data : 10.01.06

SCOPERTO TEMPIO PIU' ANTICO DELLA SIRIA

DAMASCO - Il più antico tempio della Siria è stato scoperto dai ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma ad Ebla, città nel nord del Paese.
L'edificio chiamato "Tempio della Roccia" è la prima testimonianza di architettura sacra e risale al 2,400 a.C.
Il tempio ha dimensioni imponenti: è lungo circa 30 metri, largo almeno 22, con muri spessi più di 6 metri.


 

Fonte: www.ansa.it 
Data : 30.12.05


Statuetta di bronzo recuperata dalla Finanza a Oristano

D'epoca romana, ha oltre 2.000 anni, vale 50 mila euro (ANSAweb) - ORISTANO, 30 DIC - Raffigura una divinità femminile e avrebbe più di 2000 anni la statuetta di bronzo di epoca romana recuperata nei giorni scorsi dai militari della Guardia di Finanza vicino ad una spiaggia di Capo San Marco, nel territorio del Comune di Cabras, non lontano dalle rovine della città di Tharros. La statuetta e' perfettamente integra, alta 13 centimetri e pesante poco meno di 300 grammi. Sarebbe un reperto di grandissimo interesse archeologico anche perché sono pochissime le statuette di questo genere ritrovate in Sardegna. Sembrerebbe possibile una datazione fra il secondo ed il primo secolo avanti Cristo, quindi in epoca repubblicana. Oltre che dal punto di vista archeologico, la statuetta potrebbe avere un grande valore anche dal punto di vista monetario. Sul mercato clandestino, secondo la Guardia di Finanza, potrebbe arrivare ad esser pagata anche 50 mila euro. Il recupero della statuetta è stato reso possibile da una precisa segnalazione di un cittadino che l'aveva notata tra il fango di una collinetta dilavata dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi.


 

Fonte: www.archeomedia.net/
Data: 21. 12.05

CASTEL DI IERI (Aq): Un tempio italico.


Eretto in un luogo da cui era ben visibile il tramonto del sole ed il sorgere della luna, il tempio italico di Castel di Ieri, inaugurato dopo scavi e restauri durati diciotto anni, doveva rappresentare uno dei monumenti di culto di maggiore importanza in Abruzzo.
Il suo rinvenimento è legato al caso. Nel 1987, durante lo stesso per la costruzione di un capannone agricolo, vennero alla luce delle lastre modanate. Gli archeologi della Soprintendenza datano la fase ellenistica del tempio al II sec. a.C., in età romana repubblicana, ma la struttura venne realizzata su un impianto più antico, caratterizzato da uno zoccolo in pietra ed un alzato in terra cruda, probabilmente risalente al IV-III sec. a.C.

Nel corso delle campagne archeologiche è stato riportato alla luce un edificio di notevoli diensioni: il tempio sorgeva su alto podio di quindici metri sulla fronte e di venti metri sul lato lungo. Il basamento in opera poligonale è rivestito da grandi lastre in pietra calcarea modanate. Un'ampia gradinata sul prospetto frontale, ancora
perfettamente conservato, permetteva l'accesso.

Ancora non è stato stabilito con esattezza a chi fosse dedicato il tempio, ma non mancano le ipotesi. Secondo l'etnoantropologo Massimo Santilli, "la presenza di distinte celle votive e le dimensioni dell'edificio fanno supporre che esso sia stato un luogo di culto per più divinità, a tutela del territorio e della sua gente", un edificio di culto dedicato ad una divinità maschile (Eracle o Dionisio) e ad una femminile (Minerva). L'ipotesi è avallata dal
ritrovamento di molti frammenti, rinvenuti nella cella principale, di una statua di pregiato marmo bianco, relativi a un pesante mantello orlato di serpenti, che è uno dei simboli di pertinenza della Minerva classica.

Numerosi sono i reperti votivi in bronzo, tra i quali una statuina di Ercole e frammenti di oggetti votivi (spesso parti anatomiche) in terracotta.

Per l'inaugurazione è stato presentato il libro di Adele Campanelli, Il Tempio italico di Castel di Ieri: architettura e religione dell'antica area superequana, dove l'archeologa della Soprintendenza abruzzese fa il punto sull'avanzamento delle ricerche.

Info: 0864 79168

 

Fonte: www.agi.it
Data: 18. 11.05

TESTA DI SATIRO DI EPOCA ROMANA RINVENUTA A FIESOLE

Fiesole, 28 ottobre
La testa di un satiro di epoca romana, databile fra il I e il II secolo dopo Cristo, e' stata recuperata nel corso dei lavori di sistemazione dell'area archeologica di Fiesole.

La
testa di Satiro, recuperata nello scorso giugno, era probabilmente parte di una lastra in marmo decorata ad altorilievo pertinente ad un edificio pubblico di una certa importanza, forse un teatro.
L'alta qualita'  artistica della testina e anche la sua iconografia possono fare avanzare un'altra ipotesi, e cioe' che non di un satiro qualunque si tratti ma bensi' del dio Pan.
La testina, barbuta, con la fronte con le due corna e la caratteristica espressione di astuzia, ben si potrebbe riferire a questo dio la cui morte, secondo Plutarco, fu annunciata da voci misteriose sul mare.

 

Fonte: www.kataweb.it
Data: 11.10.05

SCOPERTO A TEBE CULTO MICENEO ALLA MADRE TERRA

Un incendio che in epoca micenea devasto' le sale d'archivio del Palazzo Reale di Tebe ha portato agli archeologi moderni la prova documentale del fatto che i culti primordiali della Madre Terra, legati alla conquista neolitica dell'agricoltura, erano ben
consolidati nella Grecia del Secondo Millennio a.C.,
ben prima dell'arrivo degli Achei. Questi ultimi ne adottarono successivamente le divinita', inserendole nel loro Olimpo.

La prova - ha spiegato l'archeologo Louis Godart in una conferenza tenuta in occasione della XVI Rassegna del Cinema Archeologico al Mart di Rovereto - consiste in tavolette d'argilla in scrittura micenea "lineare b", cotte da quel "fortunato" incendio": cosi' lo ha
definito lo studioso francese, da decenni trapiantato a Roma. Contengono la documentazione contabile di offerte di orzo da sacrificare alla Dea della Fertilita' (Demetra) la cui adorazione si collega ai culti orientali legati alla Terra.

E' una conferma, ha sottolineato Godart, di altre risultanze archeologiche provenienti da Creta, dove lo studioso francese scava da 36 anni e dove si e' scoperta anche la attestazione dei culti primordiali di Dioniso e di Orfeo gia' nel Secondo Millennio a.C..
Il che ha rovesciato la concezione degli albori della religione greca, evidentemente gia' consolidata all'arrivo successivo degli Achei con i loro nuovi dei. Quelle antichissime divinita', spiega Godart, arrivarono con le popolazioni di origine anatolica  che, all'alba del Terzo Millennio a.C., dettero origine nell'Egeo alla prima civilta' europea: la civilta' Minoica, che per 1500 anni domino' il
Mediterraneo orientale. 

La divinita' dominante fu fin da allora la Dea Madre  (raffigurata anche nella Dea dei Serpenti), con il suo
seguito di animali a lei sottomessi, simboli di vita e di morte; sovente e' rappresentata con i piedi
poggiati sul leone. E' la Madre primordiale, la Terra che nutre, che successivamente viene legata a Zeus
come Demetra, ma sempre rimane la Madre Terra. (AGI)

 

Fonte: www.berria.info/english/azala.php
Data : 04.10.05

GIOIELLI DEL PERIODO MADDALENIANO



DONOSTIA (San Sebastian) – Un tesoro Maddaleniano del Paleolitico Superiore è rimasto nascosto per gli ultimi 15,500 anni nella grotta di Praile I a Deba (Gipuzkoa). Scavi svolti negli ultimi anni da un team condotto dall’archeologo Xabier Peñalver della Società Scientifica Aranzadi hanno scoperto una gioielleria spettacolare. Nella grotta sono state trovate, tra le altre cose, quattro meravigliose collane di pietre nere levigate, un’altra di denti di capra ed un pendente di 12 cm creati dall’Uomo di Cro Magnon. Vi sono 29 reperti in tutto, ognuno fatto a mano ed inciso.

La scoperta nella grotta di Preile I non solo è la più importante nell’area di Basque negli anni recenti, ma è anche una delle più significative nell’intero continente europeo, risalendo al Paleolitico Superiore. La grotta di Praile I è stata scoperta nel 1983 da Mikel Sasieta e Juan Arruabarrena, membri del Gruppo Munibe di Azkoitia (Gipuzkoa).

 

Fonte: http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/index.jsp?IDNews=17982
Data: 14.09.05


L'isola di Pantelleria si conferma preziosa culla dell'archeologia siciliana


Scoperta nella collina di Cossyria un tempio risalente al periodo romano tra il I a.C. e il I d.C.

Pantelleria
si conferma culla dell'archeologia siciliana: nella collina di Cossyria, gli archeologi stanno portando alla luce tre metri e mezzo della parete ovest di un tempio risalente al periodo romano tra il I a.C e il I d.C. Si tratta dello stesso tempio dove nel 2003 sono state trovate le famose teste imperiali di Cesare, Antonina Minore (o Agrippina) e Tito che, dopo un lungo periodo nei musei più importanti del mondo, tornano a Pantelleria in mostra al Castello Barbacane fino al 13 settembre.
''Questa scoperta - dice il soprintendente del mare, Sebastiano Tusa - è di importanza fondamentale perché ci permette di delineare sempre meglio il sito e la tipologia di insediamento al tempo dei romani. Gli scavi inoltre andranno avanti e siamo sicuri di trovare altri frammenti di pareti''.
Il ritrovamento consiste in una parete perfettamente stuccata arricchita da lesene ''accorgimenti architettonici che giocano su delle rientranze - dice Tusa - in uso già presso i sumeri e adottate anche da greci e romani per correggere l'effetto ottico creato dalla parete liscia. Questa scoperta combacia con la tipologia del sito e della roccia: perfettamente levigata, come si richiedeva ad una base dove costruire un tempio''.

Il ritrovamento ''va ad arricchire un quadro archeologico già ricco, come il tempio punico del IV sec a.C - dice Sebastiano Tusa - nell'acropoli di Santa Teresa, dove sono stati scoperti grossi blocchi alti circa 1,20 metri, grosse cisterne di elementi architettonici relativi ad un luogo di culto e vari frammenti che ritraggono figure umane di scuola selintunina''.
Per il soprintendente del mare ad avvalorare l'ipotesi di un tempio ''gioca a suo favore anche la tipologia del sito della scoperta: si trova nella parte alta del centro abitato che le popolazioni del passato usavano per i luoghi di culto. Ma bisogna rimanere con i piedi per terra e continuare con le ricerche e altri rilevamenti''. ''Tutto questo - conclude Tusa - conferma la volontà di istituire un Parco Archeologico di Pantelleria, articolato in quattro aree: Cossyria, Mursia dove c'è l'insediamento preistorico, il Lago di Venere, con resti risalenti punici e romani e Scauri con l'insediamento dell'abitato tardo romano e dove a settembre partirà una campagna per il recupero di un relitto subacqueo. Si aspetta solo l'ok del governo siciliano''.