ARCADIA93
 

Paganesimo, Sciamanesimo, Gnosi, Thelema, Magia Stellare

 


Oasi di Libertà

di Carlo Barbera

Un’altra storia dal cuore. Un altro viaggio nella sofferenza e nella speranza, nella voglia di lottare per essere liberi, nella certezza che la libertà e la realtà esistono davvero, da qualche parte, dentro e fuori di noi.
Ho viaggiato e cercato, mescolandomi con i volti segnati dal sole, con gli sguardi di acqua e di terra di chi percorre i sentieri alti e  le cime delle montagne, con la gente sincera del mare che conosce il silenzio. Ho rincorso il sanguigno pulsare di chi urla la propria miseria, di chi è defraudato della propria cultura, di chi stringe ancora i pugni per non saper far altro che vivere, e vivere ancora, senza arrendersi mai.
Ancora ho visto, cose meravigliose e cose terribili, ho visto ciò che altri non possono vedere, o non vogliono, per la paura di andare oltre i recinti del buon senso, perché non si può, perché qualcuno non vuole, qualcuno che c’è ma non si vede, si sente ma non si tocca, che domina, che stringe la morsa della paura e della morte, ma si nasconde dietro il paravento del destino.

Popoli Originari
Esiste ancora sul pianeta un patrimonio genetico che mantiene i codici originari delle razze primordiali. Sono popoli, definiti da netti contorni etnici di lingua, cultura, tradizioni e tratti somatici, che si mantengono da millenni in simbiosi con precise e varie aree geografiche della terra, definite dalla natura ambientale e dalla morfologia strutturale del territorio, più che dai mutevoli confini politici delle nazioni. 
Nella maggioranza dei casi allo stato attuale, queste popolazioni non costituiscono di per sé nazioni, come dovrebbero, ma vivendo nelle proprie aree geografiche, all’interno dei loro precisi connotati etnici, sono soggetti al controllo governativo di stati che essi non riconoscono come propri. In linea di massima vivono questa condizione come un’occupazione dei propri territori da parte di governi stranieri e subiscono quotidianamente l’oppressione della loro cultura, della loro libertà e dei loro diritti, civili e politici.  Ma non è stato sempre così. Questi popoli affondano le loro radici genetiche nella profondità dei millenni e mantengono inalterate alcune linee portanti della struttura genetica originaria. Essi si confrontano in condizioni minoritarie e di cattività sociale, culturale e politica, rispetto ai popoli del mondo moderno, razze nuove ed aggressive, composte da enormi quantità di elementi genetici in continua ibridazione.  Rispetto a queste ultime, i popoli nativi possiedono memorie genetiche di grande splendore, età dell’oro in cui le loro razze vivevano in stato di equilibrio naturale e simbiotico, godevano della propria autodeterminazione di popolo e nazione, della sovranità sulla terra che li ospitava e li nutriva come una vera Madre. Rispetto ai nuovi popoli del mondo, essi possiedono enormi conoscenze ancestrali che ancora gestiscono, spesso più per istinto che per consapevolezza, all’interno del loro microcosmo, che difendono, con dignità ma con i denti e tutta la rabbia della loro secolare oppressione.  Nel microcosmo rimasto a questi popoli, come libero spazio del pensiero e dell’essere, come una voce che racconta antiche leggende, come gli antichi principi di giustizia e libertà, come grida di uomini in lotta per le strade, come tuoni di fuoco e furore, che nessuno riesce a far tacere, essi cercano di esprimere loro stessi e di rappresentarsi sulla scena del mondo.
In molti casi è ancora la morsa del colonialismo a cementare i solidi rapporti di sopraffazione economica che i moderni governi industrializzati detengono sui popoli del “terzo mondo”. Ma questo non è un problema solo del terzo mondo e delle sue popolazioni native. Troviamo infatti massicci insediamenti nel cuore dell’Europa di gruppi etnici con forte consapevolezza della propria antica origine, con grande carica di autodeterminazione culturale e politica e con alle spalle secoli di resistenza alla dominazione delle nuove popolazioni europee, dotate da sempre di argomentazioni politiche, culturali e religiose più prepotenti ed invasive. 
Di fatto oggi possiamo beneficiare del patrimonio vivente di queste etnie solo per il fatto che esse resistono alle colonizzazioni da circa sei secoli, un tempo relativamente breve rispetto alla storia del mondo ma interminabile per gli uomini di questa epoca, che ha visto avvicendarsi una quantità di generazioni fondendo il dolore, la rabbia e la rivolta al patrimonio ancestrale che essi trasmettevano ai propri figli, nati in una terra occupata ma eredi della più nobile libertà.
Ma per andare indietro di sei secoli occorre prima sapere. Occorre risalire i fiumi di dolore e di sangue versato dalle popolazioni native di tutti i continenti, lo sterminio di popolazioni antichissime decimate e distrutte dal colonialismo prima e dall’imperialismo industriale poi, la negazione sistematica e spietata dei più elementari diritti umani, l’annientamento delle proprie radici etniche, linguistiche, culturali.
Che l’uomo moderno, figlio del capitalismo e del progresso, raccolga allora anche solo una goccia di quel sangue versato per secoli da innocenti e lo senta parte di sé, e se lo senta scorrere nelle vene, come un brivido di terrificante purezza. E si senta sulle spalle la responsabilità di questi secoli di oscurità e terrore e di tutto questo dolore.

Terra Rale
In simbiosi con questi popoli originari, sebbene consapevoli della sua esistenza solo negli antichi riverberi della loro cultura e del loro patrimonio etnico, esiste una Terra Reale, inaccessibile ai mortali, la cui superficie è però soggiogata dalla tirannia di una dominante stirpe di  antichi traditori. Esiste una coscienza vivente, che alberga nel pianeta, controllata da una logica feroce di sfruttamento delle risorse umane. Ma tutto ciò è lontano dalla consapevolezza degli uomini, relegato nei reami dell’inverosimile e degli incubi. La mente umana genera il proprio mondo ma è un mondo sognato da schiavi che sognano di essere liberi.  Al di fuori del sogno, diffuso e solidificato ma del tutto irreale, la superficie della Terra è quasi completamente una terra deserta, battuta da venti magnetici ed attraversata da matrici artificiali, strutture magnetiche che sono le fondamenta del mondo sognato. Le stazioni sotterranee della stirpe dominante, supportata da sconsiderati gruppi alieni fuori controllo, sono come immensi formicai, stazioni per la loro globalizzante invasione della superficie, dove essi detengono le matrici originali della materia vivente, producendo e sfruttando enormi quantità di energia/luce e cercando, con cieche clonazioni, di riprodurre la reale coscienza.
Il mondo sognato, come il corpo umano, è prodotto da una tangente temporale aperta nella mente umana, una profonda alterazione del codice genetico originale, una prigione da cui la coscienza non trova la via di fuga. Quasi l’intera biosfera del pianeta è stata rimpiazzata con strutture clonate, del tutto prive di anima vivente e non in grado di riprodurre una reale coscienza. 
Le razze del genere umano hanno avuto lo stesso destino. Solo il 30% dei corpi virtuali della popolazione del mondo è supportato da una reale Coscienza, il resto è materia di sogno clonata, aggregati virtuali, artificiali e privi di coscienza integrata. Gli esseri reali sono intrappolati nella feroce prigione della dualità e la morte, nel persistente sogno di un mondo, un’identità, un corpo ed un cervello del tutto virtuali.  Il campo d’azione della reale Coscienza è molto limitato dai confini dimensionali del falso mondo-mente e la sola via di fuga è quella di una totale trasformazione interiore ed esteriore e l’accesso ai campi dimensionali dell’Immortalità.
Cosa pressoché impossibile se non tramite il raggiungimento di stati di coscienza che possono essere raggiunti tramite l’esercizio di una volontà ferrea e di un progressivo rafforzamento dell’interiore consapevolezza dell’inganno del quale tutti sono vittime. 
La scelta interiore da compiere è titanica,  una netta separazione analitica tra ciò che è frutto della perversione e ciò che ancora appartiene alla realtà, ad un mondo originario mai vittima della morte e della separazione, mai vittima dell’illusione.
U
n viaggio all'indietro, nel tempo e nello spazio, attende gli intrepidi conquistatori della libertà, una vorticosa inversione delle polarità, un repentino recupero delle facoltà della mente originale, un serpente di fiamma che si desta alla base dell'albero della vita e che, salendo, lo scuote con il portentoso ruggito di un leone.  Dissetandoci a queste pure acque, il nostro intero essere sarà trasformato e sapremo così di esserci addentrati nel bosco dell'Iniziazione Misterica, consegnando, nelle mani del Silenzio, le tangibili prove della nostra fede nella Realtà Eterna, fino alla completa integrazione in Essa.

Oasi Dimensionali ad Alta Frequenza
Questo è l’ingresso della Coscienza nella consapevolezza della natura multidimensionale dell’esistenza,  nei sacri campi di luce sulla superficie della terra reale.
La tangibilità del corpo fisico si dissolve progressivamente, le portanti della mente svaniscono e si manifesta la Vita nel suo aspetto reale; il corpo liberato dai lacci della morte è in grado di entrare nel reame senza limiti, percorrendo la via di ritorno alla dimora eterna, ed avendo accesso a
campi dimensionali ad alta frequenza, che occupano coordinate spazio-temporali non di molto superiori alla dimensione terrena nella quale vive illusoriamente l’umanità.
Si tratta di vere e proprie oasi circoscritte e fortificate, delimitate da precisi confini - che li separano dal resto della superficie del pianeta – nelle quali si mantiene un habitat naturale in condizioni pressoché originali ed incontaminate.  
Queste oasi dimensionali ad alta frequenza sono state create e mantenute sulla superficie dal tempo antico, dalla civiltà stellare che ha per prima colonizzato questo pianeta, che ancora ne occupa il suo interno, e che ha visto il tradimento di alcuni suoi figli, separatisi e ribellatisi alla volontà evolutiva originaria per impadronirsi con la tirannia della superficie del pianeta e della sua razza di esseri senzienti  Sono localizzate nei luoghi sacri della Terra, essendo la vera causa della loro sacralità, piccole zone  di unità simbiotica, sublime ed infinita beatitudine, all’interno di ambienti protetti, parchi naturali o aree con condizioni sociali, culturali ed etniche di particolare tutela, sono la culla di antiche civiltà e dei popoli nativi della Terra, sono oasi di realtà, di tempo illimitato, di libertà ed illuminazione.
In esse vivono piccoli gruppi di esseri multirazziali e multidimensionali di alta consapevolezza e di grande potere, guardiani delle sacre Porte, operatori di Luce, spesso invisibili ospiti del virtuale mondo degli uomini, al quale essi possono accedere, assumendo un’identità ed una forma umana, ma mantenendo pienamente la loro consapevolezza ed il loro potere.
Le oasi dimensionali al di fuori del mondo sognato sono continuamente attaccate dalle false portanti, assediate dall’avviluppante reticolo magnetico del mondo virtuale, ma sono e rimangono roccaforti per le Sacre Porte, attraverso le quali lo scorrimento di titaniche energie cosmiche potenzia ed amplia le loro posizioni di alta frequenza. La presenza attiva degli operatori delle Oasi nel mondo virtuale, diffonde la forza originale della realtà, del risveglio e della libertà tra i popoli nativi di queste sacre terre, infondendo in essi l’invincibile spirito dei loro antenati tramandato nella sopravvivenza delle loro millenarie culture.
La coscienza e la materia vivente, si trasferiscono dal tempo all’eternità, dalla morte all’immortalità, dal controllo schiavizzante dei padroni del mondo alla Terra Reale. Mentre il sogno svanisce con il risveglio, coloro che camminano sul sacro sentiero dell’immortalità si immergono nella luce delle oasi dimensionali e guardano al falso mondo di coloro che detengono le chiavi del sogno, come un virtuale effetto di accecata coscienza.

Oppure, ancora una volta mi sono sbagliato, ho visto solo me stesso, i miei sogni e le mie fantasie, che non vogliono ancora conoscere barriere, che vanno incuranti del rischio oltre l’immaginazione degli uomini, nel reame dei fanciulli e dei folli, nelle terre di nessuno abbandonate dalla credibilità  e dal buon senso dei mortali.
Per chi non ha perso ancora il piacere di leggermi, e di ritrovare un poco di se stesso nelle mie parole, auguro un buon viaggio nella sofferenza e nella speranza, un buon viaggio verso la libertà.