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IL GENERATORE
VRIL
YAPOOL
)+(
La nostra tecnologia non è separata dalla nostra luce radiante,
dall'aura dinamica e coesiva della nostra anima immortale.
Essa è parte di noi, espressione creativa della suprema conoscenza
di cui siamo partecipi.
In perfetta unità simbiotica con la conoscenza dell'Uno che
ci genera e ci contiene.
La nostra tecnologia è luce della nostra mente, architettura
del reale, che si autogenera e si trasforma riflettendo il respiro
del cosmo ed il suo perpetuo divenire, intorno alla Stella Fissa
dell'Interno.
Per questo siamo gli architetti delle forme, generatori delle sostanze,
artisti del supremo miracolo.
La Luce è il nostro vessillo, l'Unità la nostra vocazione,
la Verità il nostro pensiero, la Generazione, il Mantenimento
e la Trasformazione la nostra parola.
Per questo siamo dittatori universali.
E rendiamo partecipe la nostra creazione del miracolo e il mistero
della nostra non duale esistenza a quanti si rendono pronti a superare
i confini dell'io e varcare la porta del reale.
Che attende sepolta dentro di voi, la luce di un solo momento di
risveglio, in cui i vostri occhi possano riconoscere la strada dell'interno
e ricordare di essere Uno con noi.
Nella vostra dimensione dualistica le forme vuote vengono riempite
di significati e valenze, che la vostra mente dirige, seguendo portanti
alterate, geometrie deformate della mente.
Recuperate gli Archetipi che manifestano la natura di luce originale
di voi stessi e tutto ciò che si manifesta in voi. Penetrerete
le forme vuote e conoscerete le inifnite sostanze illusorie della
mente. Saprete che Una è la sostanza del Reale di cui il
vostro essere è composto e vive.
Privo di spazio e tempo, privo di forma.
Padrone di ogni spazio e di ogni tempo, padrone di ogni forma.
Il Generatore VRIL è il diamante cristallino nel cuore di
Shamballa.
Il puro e perfetto prisma cristallino della nostra mente.
La sua aurea di luce è la nostra Presenza, il suo potere
la nostra illimitata interazione nel Reale.
Sebbene nella nostra civiltà interna, reale ed eterna, il
Potere VRIL sia un diritto di nascita e sia usato da eoni per l'evoluzione
di tutte le specie viventi nella vostra realtà virtuale diviene
un diritto iniziatico, e solo pochi esseri umani acquisiscono il
risveglio necessario per divenire un attivo Generatore VRIL con
piena padronanza delle strutture portanti della coscienza umana
e della sua virtuale proiezione spazio-temporale.
Un essere umano risvegliato alla propria natura di generatore VRIL,
al proprio diritto di nascita, diviene la porta aperta tra la realtà
e l'illusione, tra la vita e la morte, tra il Nirvana ed il Samsara.
Ed attraverso di lui possono passare quanti vedono con i suoi occhi,
coloro che sentono con il suo cuore.
E divengono con lui un unico organismo vivente, organizzato secondo
i principi simbiotici della coesione solare.
Quando questo fenomeno si manifesta sulla terra, gli uomini parlano
della discesa dell'Avatar.
E gli Immortali di Agartha compiono il Divino Disegno del Prisma
di Shamballa, Generatore VRIL Primordiale, il nostro Re del Mondo
e di altre Stelle.
Queste tecniche appartengono alla base per l'Iniziazione che si
trasmette in modo diretto ed instantaneo, nell'integrazione profonda
tra Maestro e Discepolo.
Esse sono nel contempo le pratiche preliminari all'Iniziazione,
le pratiche realizzative della via iniziatica, e le pratiche avanzate
per l'attivazione consapevole del Corpo Eterno ed Originale.
Il Maestro di Agartha dice che la sola meditazione necessaria è
la Presenza, la sensibile consapevolezza del "qui ed ora",
l'esperienza diretta della natura originale della mente.
Ogni uomo ha la propria via all'illuminazione e la propria via manifesta
le proprie tecniche di liberazione. Teoricamente ci sono tante tecniche
quanti uomini sulla Terra, perchè in questo senso la tecnica
è un fenomeno soggettivo, assolutamente unico in quanto adattamento
al percorso realizzativo individuale.
Per questo io posso parlare esclusivamente della mia tecnica, nata
con me ed efficace nel momento in cui produce la mia realizzazione.
Potrete sentire ciò che è buono per voi ed applicabile
nella vostra esperienza.
Prendere rifugio nella Divinità
Prendere rifugio nella Divinità è il primo atto di
ogni pratica realmente realizzativa.
Ma è la costante che caratterizzerà l'intera pratica
ed accompagnerà il praticante verso la propria realizzazione.
Può essere un atto rituale ma è assolutamente privo
di senso se si riduce ad un'azione ripetitiva o puramente rituale.
La presa di Rifugio deve sorgere con lo stato d'animo di chi è
in estremo pericolo, tra la vita e la morte, lo stato d'animo di
chi è attaccato da una pericolosa minaccia, di chi camminando
scorge un serpente pronto a scagliarsi per mordere.
Se il praticante si rivolgerà in questo modo alla Divinità,
per cercare l'estremo riparo, sarà pronto per essere ascoltato
e riceverà sicura e benigna protezione.
Quando egli si rivolge alla Divinità per invocare il rifugio
smette di cercare esternamente, di attaccarsi alle sicurezze ed
ai piaceri del mondo, interrompe il condizionamento delle portanti
sensoriali, che legano la coscienza all'identificazione con gli
oggetti esterni.
Rivolge, questa volta senza indugio, la propria coscienza all'interno
di se, dove recepisce la presenza della Divinità.
Il proprio sguardo, senza cessare di vedere il mondo esterno, si
rivolge all'interno, verso quella Divinità che scoprirà
essere l'unica cosa che di se stesso non muta, non muore, non conosce
sconfitta.
La mia via è il Ricordo. Ho chiamato SMARAN questo insieme
di accorgimenti psico-fisici.
E' consigliabile all'inizio rilassarsi e scaricarsi con una attività
fisica, danza, corsa... o lavorare nel bosco, raccogliere la legna
secca per il camino della casa, meglio se la casa è quella
di una tribù Agarthiana.
- seduti o in piedi, in posizione comoda, corpo rilassato, colonna
spinale eretta, elastica e rilassata.
- sguardo fisso non focalizzato, senza produrre tensione mantenere
lo sguardo senza battere le palpebre.
- ampie e rilassate respirazioni con una sospensione non forzata
alla fine dell'inspirazione, a polmoni pieni.
Questo è il punto del "sentire" in cui esercitare
la nostra massima presenza consapevole. Nella sospensione a polmoni
pieni la Presenza deve essere come un punteruolo ficcato nella vacuità
di ogni cosa che si manifesta nello specchio terso della coscienza.
Lo stato della Presenza "senza respiro" contiene e manifesta
tre aspetti:
Il Vuoto (la natura originaria interna ed esterna di ogni manifestazione
sensibile)
La Pura Presenza (perfetto sentire indefferenziato, sempre presente,
immutabile, eterno, flusso ascendente ininterrotto di inebrianti
onde di estasi, comprensione della natura onnipervadente, onnisciente
ed onnipotente della coscienza originale, integrazione della mente
nello stato non dualistico, nella Coscienza Universale dell'Essere
Uno)
L' Auto-liberazione dei fenomeni (tutti i fenomeni della mente,
interni ed esterni, si rivelano vuoti e, penetrati dalla Pura Presenza,
chiara visione della mente libera dai giudizi, si dissolvono e si
autoliberano reintegrandosi nella Pura Coscienza Originale indifferenziata)
Lo SMARAN genera uno spazio interno di ricordo originario, consapevolezza
espansa, espressione del "sentire" libero da accettazione
e rifiuto, libero da speranza e paura.
L'incessante attività incosciente dei due distinti lobi cerebrali
deve essere isolata con l'adeguato processo di separazione affinchè
le differenti attività cerebrali acquisiscano consapevolezza
propria e si abbia chiara visione della mente reale ed originaria
separata dalla mente virtuale e dualistica.
Successivamente i due lobi coscienti vengono integrati, intersecandosi
tra loro, nel punto mediano della ghiandola pineale.
Essa acquisisce il suo pieno risveglio in tale processo, per mezzo
dell'afflusso ascendente della corrente originaria Kundalini, che
si sprigiona dalla regione coccigea internamente alla colonna vertebrale,
lungo il canale centrale.
Il risveglio di Kundalini è un fenomeno cosmico, reale e
non dualistico, e la sua ascensione esprime il moto e la direzione
dell'Essere Macrocosmico.
La ghiandola pineale così irrorata di sempre nuova vitalità
primordiale, esprime le sue infinite potenzialità e diviene
il fuoco di consapevolezza e di potere che accorda i flussi dualistici
della mente nel Perfetto Sentire e nella Chiara Visione dell'Uno.
Dopo un buon rilassamento, ottenuto con qualsiasi metodo, sedere
confortevolmente e semplicemente, non è necessaria una posizione
Yoga perfetta.
Nella pratica il corpo assumerà spontanei e naturali posizioni
e movimenti.
E' importante che il coccige sia libero, non compresso, come una
piccola coda mobile.
Rilassare la colonna vertebrale con lievi arcuature.
Occhi aperti. Sguardo fisso non focalizzato a 180°, mantenere
consapevolemente lo sguardo interno con piena apertura a 360°.
(Sguardo interno ovvero il Sentire interno che è anche vedere,
sentire, toccare ecc. in quanto composto dai cinque sensi esterni,
interiorizzati, riportati sul piano degli elementi, dei colori e
delle sillabe, si uniscono nel Sentire non duale).
Inspirazione nasale, espandendo nella mente la sillaba OM (la chiara
consapevolezza di sè).
Profonda e vigorosa inspirazione estendendo il torace e la spina
dorsale.
Ad inspirazione completa, a polmoni pieni, trattenere non forzatamente
il respiro espandendo nella mente il suono prolungato e continuativo
A (integrazione tra soggetto ed oggetto).
In questi pochi momenti di sospensione, prima dell'espirazione,
applicare un'assoluta attenzione al "qui ed ora", sentire
la Presenza che manifesta se stessa, sorgendo dalla vacuità
di tutte le forme, di tutte le energie e di tutti i pensieri, interni
ed esterni.
Forme, energie e pensieri, liberi da accettazione e rifiuto, illuminati
dalla Pura Presenza Consapevole, manifestano la loro natura vuota
e dissolvendosi nella loro manifestazione apparente vengono integrati
nell'Originale Coscienza dell'Essere.
Sia nel corso della sospensione che delle due fasi respiratorie,
il corpo può manifestare movimenti, posture e gesti (Mudra)
del tutto spontanei che accompagnano le diverse fasi della pratica.
Sono flussi di conoscenza naturale profonda che si liberano con
l'ascensione di Kundalini non vincolati ai filtri della razionalità
e della mente virtuale e manifestano i segni del potere ed il lignaggio
originario al quale il praticante appartiene.
Senza forzare la sospensione, in accordo al proprio bilanciamento
fisico delle pressioni interne, espirare attraverso la bocca espandendo
nella mente la sillaba HUNG (il vuoto di soggetto ed oggetto).
Espirare profondamente e senza sospensione al termine dell'espirazione,
inspirare nuovamente secondo la procedura esposta.
La coscienza tersa e limpida come un puro specchio riflettente
riconoscerà tra soggetto ed oggetto, tra interno ed esterno,
la natura non duale e perfettamente integrata nell'unica sostanza
universale.
La Pura Presenza è l'infinito senza spazio ne tempo, l'attimo
che fissate nel centro della vostra coscienza e che si espande come
pura manifestazione del vuoto.
Tecnicamente l'originale natura della mente viene riconosciuta al
momento dell'Iniziazione.
Da quel momento il praticante imparerà a riprodurre sempre
più frequentemente "l'attimo senza tempo".
Imparerà a non lottare per conquistare l'ambito premio ma
a rilassarsi semplicemente ad ascoltare.
Trattenendo lievemente il respiro, espandendo la A nell'intero proprio
essere, per brevi ma ripetuti attimi che divengono sempre più
duraturi con l'esercizio, ascoltando il fragore immenso del fiume
cosmico di luce e di gioia che attraversa l'essere consapevole,
imparerà ad espandersi nella sostanza universale, facendosi
trasportare dai suoi flutti, nella realtà multidimensionale.
Negli attimi di realtà senza tempo che apriamo come finestre
nella nostra mente, vediamo ed interagiamo con la realtà,
rovescia rispetto alla dimensione virtuale.
In questo spazio illimitato le Sillabe Sacre, pronunciate dall'essere
consapevole della realtà eterna, rappresentano la volontà
causale ed hanno completo potere sulle strutture virtuali della
dimensione fisica.
L'infinito potere generato dalla piena identificazione con il Buddha
Originario è il potere VRIL custodito dai Maestri di Shamballa
e l'iniziato che realizza ne diviene un attivo Generatore.
Perciò visualizzati all'istante come la divinità all'interno
del grande cerchio sacro, rappresentazione del paradiso superiore.
Poi recita il mantra e controlla il respiro.
OM è la chiara consapevolezza di sè.
HRIH è il pudore della passione senza attaccamento.
HA è la grande gioia dell'incontro di io
e altro.
HUM è la vacuità del soggetto e dell'oggetto.
PHAT è la liberazione dall'illusione della
dualità.
Ora chiediti: chi è che recita il mantra?
AHAM è la vera natura della coscienza.
A indica la sorgente senza inizio.
HA indica la sillaba del sentire senza fine.
M indica l'inseparabilità della sorgente
e del sentire.
AHAM è l'unione di compassione e vacuità,
essa brucia e dissolve l'illusione della dualità, rivelando
l'io come il sè della divinità.
Perciò eleva il fuoco della donna feroce attraverso le porte
superiori fino alla ruota della grande gioia.
Dopo conduci l'energia splendente alla ruota del cuore e da li espandila
nel corpo.
Accompagna la visualizzazione con i gesti sacri e muovi, come in
una danza, la macchina del corpo adamantino, fino a sciogliere i
blocchi dei canali sottili.
Dissolvi così qualsiasi visualizzazione nello spazio della
tua coscienza inalterata.
Rilassa il corpo e vola al di la, nello spazio senza confini.
Questa tecnica di base può essere potenziata con l'aggiunta
della tecnica dello Scambio da eseguire con il supporto della tecnica
respiratoria esposta ma che può essere praticata come una
precisa attitudine della mente, nell'integrazione della pratica
nella vita quotidiana.
Sulla base della tecnica esposta, nello svolgimento delle tre fasi
respiratorie di inspirazione, sospensione a polmoni pieni ed espirazione,
supportati dalla vibrazione delle sillabe sacre pronunciate mentalmente,
visualizzare l'umanità o una o più persone precise
con le quali applicare lo scambio e, inspirando, assorbire tutta
la loro negatività, il cattivo carma, la sofferenza, l'indigenza,
la malattia, qualsiasi cosa l'oggetto della nostra pratica patisca.
Espirando invece, trasferire da noi stessi all'oggetto tutta la
positività, il buon karma purificato, la realizzazione, la
ricchezza, la salute e la felicità di cui disponiamo.
Tra il prendere tutto il male ed il donare tutto il bene c'è
il punto della sospensione a polmoni pieni in cui la vibrazione
A sarà espansa penetrando l'intero essere.
Il respiro tra le due polarità filtra attraverso il punto
mediano della sospensione del respiro e nella caverna pineale rivela
la propria natura, libera e vuota e non duale, indifferenziata e,
sebbene sul piano virtuale lo scambio produca effetti benefici sui
soggetti con cui lo si pratica, il praticante dissolve i contenuti
del karma e ne libera l'essenza in pura consapevolezza auto-originata.
Questa tecnica può essere praticata anche rivolta a se stessi,
ai propri conflitti interni, i propri problemi umani ed esistenziali,
come supporto nell'integrazione con la vita quotidiana.
Visualizzandoci al di fuori di noi, come un oggetto separato da
noi ed esercitando la tecnica dello scambio con l'essere sofferente
che abbiamo davanti, troveremo conforto immediato, una risoluzione
tanto istantanea quanto è la nostra convinzione nell'esercizio
della pratica di Scambio.
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